Trattamenti ortodontici in adolescenza

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In età adolescenziale la permuta dentale è completata ed in bocca è presenta la dentatura permanente di una adulto, fatta eccezione per i denti del giudizio. Questo è il momento migliore per valutare ed eventualmente correggere problematiche funzionali ed estetiche delle arcate dentarie o per finalizzare terapie intercettive iniziate in età evolutiva (6-12 anni).

Ma quindi intorno ai 12 anni bisogna per forza mettere l’apparecchio?

Di obbligatorio non c’è nulla, ma in natura trovare una dentatura funzionale ed estetica al 100% è davvero difficile quindi una valutazione tramite lo studio caso è sempre consigliata. Poi da quello che emergerà da tale studio si deciderà in base ai costi-benefici.

Quali sono gli obiettivi che bisogna raggiungere con l’apparecchio?

  • raggiungere una normocclusione e una occlusione funzionale, per permettere una corretta masticazione e funzione della bocca
  • Tale occlusione ottenuta deve essere stabile nel tempo (decine di anni)
  • raggiungere e/o mantenere la salute parodontale e gengivale, attraverso un allineamento dentale che migliora e facilita l’igiene orale domiciliare
  • mantenere la salute delle articolazioni tempore mandibolari (ATM)
  • soddisfare le richieste del paziente, per permettere un rapporto medico paziente basato sulla collaborazione e la reciproca fiducia.
  • creare nel contempo una armonia facciale, per accrescere l’autostima in un periodo di crescita e cambiamento così delicato come l’adolescenza.

Abbiamo visto che in età evolutiva gli obiettivi sono correggere eventuali problemi di sviluppo scheletrico e di eruzione dentale, quindi ora quali sono le problematiche che vengono trattate?

MALOCCLUSIONE DI II CLASSE (DENTI SPORGENTI)

Quando è presente una distanza tra i denti frontali dell’arcata superiore ed inferiore, siamo di fronte ad una malocclusione che ha implicazioni sia estetiche che funzionali per il paziente. Per facilitare la comprensione i denti superiori sono più avanti dei denti inferiori, mentre in una occlusione di I classe (normocclusione) dovrebbe essere il contrario.

La causa di questa malocclusione può essere di natura scheletrica ( in cui le ossa basali hanno un’anomalia di crescita) oppure dentale (in cui i denti sono malposizionati), o una combinazione di entrambi.

E come si gestisce questo problema? Dipende dalla gravità della situazione:

  • lieve: sarà sufficiente l’apparecchio fisso e la collaborazione del ragazzo a portare degli elastici
  • moderata: oltre al classico apparecchio si utilizzano moderni sistemi di distalizzazione (portare i denti superiori più indietro)
  • grave: molto probabilmente sarà necessario una visita con il chirurgo perché in questo caso la componente scheletrica del problema sarà predominante e la sola ortodonzia non è sufficiente a rsiolvere il problema al 100%

2) MALOCCLUSIONE DI III CLASSE (MORSO INVERSO ANTERIORE E MENTO SPORGENTE)

É il contrario della II classe, ovvero i denti dell’arcata superiore sono molto più indietro della norma. Quando gli incisivi superiori durante la chiusura della bocca sono all’interno degli incisivi inferiori e non li sopravanzano come fisiologicamente dovrebbe essere, è possibile che venga diagnosticata una malocclusione di III classe.

Anche in questo caso, come sempre in ortodontia, la natura del problema può essere scheletrica (molto spesso), dentale o una combinazione di entrambe le cause. Solitamente le malocclusioni di III classe vengono diagnosticate precocemente in età pediatrica (6-9 anni) e corrette con presidi che promuovono la crescita del mascellare superiore.

In età adolescenziale la possibilità di correzione ortodontica dipende dall’entità del problema scheletrico e dalla familiarità per crescita eccessiva della mandibola (progenismo mandibolare).

Per evitare trattamenti lunghi e inefficaci lo specialista in ortodonzia monitora la crescita ossea per riconoscere i casi in cui questa è anomala e offrire possibili soluzioni.

Anche in questo caso la III classe può essere da lieve a moderata e quindi il tipo di trattamento dipende dalla sua entità.

3) AFFOLLAMENTO DENTALE

L’affollamento dentale (denti storti) è causato da una sproporzione tra lo spazio presente in arcata e la dimensione dei denti.

Le situazioni che si possono presentare possono essere le seguenti:

  • Arcate strette con denti di dimensioni normali
  • Arcate normali con denti grandi
  • Arcate strette con denti di grandi dimensioni

L’affollamento può presentarsi in una normocclusione (caso meno grave), oppure un quelle di II o III classe (casi più gravi)

Il periodo adolescenziale rappresenta il momento migliore per un trattamento ortodontico e consente di ottenere una correzione dell’occlusione con significativo miglioramento del sorriso.

4) SORRISO GENGIVALE

Secondo i canoni estetici ideali, sorridendo il labbro superiore dovrebbe esporre circa 1-3 mm di gengiva al di sopra degli incisivi superiori. Un’esposizione maggiore è chiamata “sorriso gengivale”.

Questo è spesso un motivo di visita perché il sorriso non piace (i denti possono sembrare più piccoli)

Il sorriso gengivale può essere causato da fattori legati:

  • alla gengiva in “abbondanza”
  • ai denti
  • alla modalità di crescita dell’osso mascellare superiore
  • alla mobilità del labbro

In base alla causa, interventi anche di piccola entità possono migliorare di molto l’estetica del sorriso.

5) MORSO COPERTO

Normalmente i denti superiori si appoggiano agli incisivi inferiori coprendoli di 3-4 mm come fossero il coperchio di una scatola.

Quando gli incisivi superiori sovrastano gli incisivi inferiori coprendoli per più di 4 mm si parla di morso coperto o morso profondo, malocclusione che si può riflettere in alterazioni funzionali, parodontali ed estetiche, con aumentato rischio di abrasioni delle superfici dentali (soprattutto anteriori) per sfregamento e problematiche articolari per compressione del disco presente nelle articolazioni temporomandiblari.

Il periodo adolescenziale rappresenta il momento migliore per produrre una correzione dell’occlusione ed un significativo miglioramento del sorriso.

6) CANINI INCLUSI

I canini, ed in particolare i canini superiori, sono gli ultimi denti permanenti ad erompere in arcata nella zona anteriore e in situazioni particolari possono avere difficoltà eruttive e alto rischio di inclusione ossea (rimanere all’interno dell’osso con impossibilità di erompere in arcata) perché lo spazio è stato occupato da altri denti (spesso è un sinonimo di affollamento).

Perchè succede questo?

Non è stata eseguita una terapia intercettiva in età evolutiva, che avrebbe potuto espandere l’osso mascellare e gestire in maniera controllata l’eruzione dentale

  • il canino è in inclusione ossea ma tramite trazioni può scendere in arcata
  • il canino è in inclusione ossea (anchilosi) e non può scendere in aracata.
  • anomalie della radice del canino (uncinature dell’apice)

Qual’è la spia che un genitore può cogliere per capire se è il caso di fare una visita?

In genere si danno massimo 6 mesi di tempo dal momento in cui è uscito il canino controlaterale e 1 anno da quando sono usciti i canini inferiori.

Attraverso una diagnosi precoce in età evolutiva e attraverso il monitoraggio della permuta dentale, piccoli interventi quali estrazioni di denti da latte o molari di denti da latte, possono creare delle zone di minor resistenza ed agevolare l’eruzione del canino.

In presenza di canini inclusi, il trattamento ortodontico più efficace è di norma eseguito in prossimità della fine della permuta.

7) AGENESIE DEI LATERALI SUPERIORE

A volte mancano gli incisivi laterali superiori per motivi genetici ereditari o secondari.

Il momento migliore per gestire tale problema è l’età evolutiva e bisgnerà decidere assieme se mantenere gli spazi (per futuri impianti) o chiuderli.

Non c’è una soluzione univoca per tutti e quindi la risposta a questa domanda si avrà dopo che il caso è stato valutato attentamente con lo studio del caso; in linea generale devi sapere che ci sono alcune bocche che richiamano la chiusura degli spazi (per esempio quando c’è tanto affollamento) e altre che invece richiedono il futuro inserimento degli impianti (per esempio una dentatura che ha degli spazi fra i denti)

Importante è sapere che l’agenesia dei laterali viene diagnosticata già a 7/8 anni tramite la panoramica, quindi avrai e avremo tutto il tempo necessario per capire assieme come gestire al meglio il problema.

Ora che abbiamo visto le più comuni cause di denti non perfetti ti chiederei quali sono i mezzi che utilizziamo per risolverli; è sempre bene ricordare che la diagnosi è unica, mentre le strade per risolvere il problema possono essere diverse, sceglieremo assieme a te quella più si addice alle tue esigenze.

L’apparecchio fisso, squadra che vince non si cambia.

Sebbene sia ancora visto come un apparecchio brutto e scomodo, vedremo assieme che, soprattutto in questa età, ha grandissimi vantaggi che lo rendono spesso l’arma più efficace, veloce e sicura per curare i denti dei giovani ragazzi.

In primo luogo il tempo di utilizzo è di 18-24 mesi e se si iniziasse a 12 anni circa a 14 anni, età in cui in genere ragazzi e ragazzi diventano più attenti allestetica del sorriso, è tutto finito e i denti ottenuti saranno belli e funzionali; quindi alle superiori con l’apparecchio non ci andrai.

Per quanto riguarda la sua efficacia invece i vantaggi che offre sono i seguenti:

  • Non va portato come le mascherine invisibili poiché è fissato in bocca e agisce 24h su 24h, permette ai denti sopra e ai denti sotto di “comunicare” tra loro e quindi di farli “incastrae” al meglio; mentre con le mascherine questo non è “possibile” e vanno fatti spesso dei controlli e rivalutazioni digitali. Ricordiamo che il primo obiettivo dell’ortodontia è ottenere funzione, e la funzione è data principalmente da come comunicano i denti tra loro, in rapporto anche a muscoli e articolazione.
  • I movimenti sono in genere più veloci delle mascherine e questo è dettato dal materiale con cui sono fatti.
  • Permette modifiche fatte direttamente dall’ortodontia senza dover rifare in laboratorio le mascherine
  • Permette tutti i movimenti dentali, anche quelli più difficili
  • Economico, sempre dovuto al materiale di costruzione.

Infine il giovane paziente otterrà una manualità di pulizia e attenzione ai denti che rappresenta il vero una vera svolta per la salute dentale futura.

Durante i 18-24 mesi di apparecchio dovrà apportare molta più attenzione all’igiene domiciliare e quando lo toglierà sarà tutto più facile, spontaneo e piacevole; immagina di allenarti con dei pesi per tanti mesi e poi di toiglierli: volerai.

E se ora che hai capito che l’apparecchio fisso è una soluzione vincente ma proprio il metallo non ti piace? Ovviamente la soluzione c’è: gli attacchi, e se vuoi anche i fili, esistono bianchi; gli attacchi in particolare sono fatti in ceramica (e non si colora coi cibi che mangi).

Puoi vedere le differenze in queste foto.

Altre domande che sicuramente hai in mente…

Ogni quanto sono gli appuntamenti?

In genere l’apparecchio fisso ci mette 3/4 settimane per completare le nuove forse che gli sono state date all’appuntamento precedente; potrai quindi chiedere alla segreteria di prendere addirittura 4/5 appuntamenti così che tu ti possa organizzare coi tuoi impegni

Farà male?

La sensazione dei denti che tirano un po c’è sempre, soprattutto all’inizio ma va via via diminuendo nelle prime settimane perché i movimenti che i denti devono compiere sono minori e ci si abitua.

Comunque le forze che vengono date sono sempre lievi: i denti si spostano paradossalmente più velocemente e si stressano meno.

Perchè facciamo sempre così tante foto?

Con le foto abbiamo la possibilità di farti vedere in massima trasparenza quello che sta succedendo (risultato in via di arrivo e situazione delle gengive come salute e pulizia), ma soprattutto a casa (orario extra lavorativo) possiamo vedere e studiare la tua bocca così che quando vieni all’appuntamento successivo apportiamo la modifica più adeguata e efficace.

Quando viene tolto l’apparecchio i denti conservano la posizione raggiunta?

Siccome questa è la domanda più frequente ti abbiamo dedicato una sezione apposita.

Concludendo l’apparecchio fisso è ancora l’arma più efficace che abbiamo, e se ben informati sulle procedure per gestirlo al meglio fidati che non te ne accorgerai nemmeno di averlo, e tutte le fatiche prima o poi vengono premiate.


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